Costi totali di gestione per le protezioni antiurto: barriere in acciaio vs. barriere in polimero

Quando viene valutata l'installazione di sistemi di protezioni antiurto, di solito la prima domanda è sempre: "Quanto costa al metro?" Ma il solo prezzo di acquisto non racconta tutto. Il vero costo si definisce dopo l’installazione, quando la barriera inizia a svolgere la sua funzione. Ogni impatto, ogni riparazione ed ogni ora di fermo contribuiscono al costo complessivo di gestione (TCO).

Confronto tra protezioni antiurto in acciaio e protezioni antiurto in polimero installate in un ambiente di magazzino

Barriere in acciaio vs. barriere in polimero

Questo confronto analizza due tipologie di barriere comunemente utilizzate nei settori della logistica e della produzione: le barriere in acciaio e le loro equivalenti, le barriere in polimero. Entrambe possono svolgere un ruolo importante, ma nel tempo si comportano, si deteriorano e generano costi in modo molto diverso. L’analisi prende in esame le differenze su un periodo di cinque anni, concentrandosi sul costo iniziale di acquisto e sugli interventi di manutenzione e riparazione delle barriere. I costi legati ai fermi operativi e alle riparazioni dei veicoli, che possono variare notevolmente, sono stati esclusi.

Grafico che compara il costo di gestione totale per le barriere in acciaio e per le barriere in polimero nell'arco di cinque anni
Confronto dei costi totali di gestione per barriere in acciaio e barriere in polimero nell'arco di cinque anni
Corsia di magazzino con scaffalature portapallet protette da barriere antiurto in polimero e traffico di carrelli elevatori

Costo di acquisto iniziale

Le barriere in acciaio di solito presentano un costo di acquisto iniziale inferiore, mentre le soluzioni in polimero richiedono un investimento iniziale più elevato. Tuttavia, è qui che solitamente si esaurisce il vantaggio di costo dell’acciaio. Quando le barriere vengono sottoposte a impatti reali in ambienti operativi intensi, le prestazioni nel lungo periodo diventano il fattore decisivo.

Performance agli urti

Il vero valore di una barriera si misura dalla sua capacità di gestire l’energia d’impatto. Le barriere in acciaio sono generalmente rigide, e questo fa sì che durante un urto, l’energia venga trasferita attraverso montanti e ancoraggi direttamente alla pavimentazione in calcestruzzo. La barriera si deforma, il pavimento assorbe la forza e spesso entrambi, dopo urti significativi, richiedono interventi. In caso di impatti severi, le riparazioni sono frequentemente necessarie.

La maggior parte delle barriere in acciaio utilizzate in ambienti industriali non è classificata in base alle prestazioni. Pur ricordando le barriere stradali, raramente vengono testate o certificate per scenari di impatto industriale. Di conseguenza, il loro comportamento in caso di urto non è garantito. Le barriere in polimero sono invece progettate per flettersi ed assorbire l’energia lungo tutta la struttura. I montanti si piegano, le traverse si deformano ed il sistema ritorna alla forma originale. Questo riduce la forza trasmessa agli ancoraggi e al calcestruzzo, contribuendo a preservare la pavimentazione nel tempo.

Questa flessibilità permette di far sì che molti urti si trasformino da eventi che richiedono riparazioni a eventi senza conseguenze. In strutture operative ad alta intensità, dove mancati incidenti e collisioni leggere sono frequenti, la differenza diventa rapidamente significativa.

Le barriere in polimero di produttori affidabili sono inoltre testate secondo standard riconosciuti come PAS 13, ANSI MH 31.3 o UNI/TS 11886-1. Ciò garantisce prestazioni prevedibili e la certezza che il sistema si comporti come previsto quando è davvero necessario.

 

Test d’impatto che mostra un veicolo entrare in collisione con protezioni antiurto in polimero in un ambiente controllato

Protezione del pavimento e riparazioni

Ogni barriera dipende dalla pavimentazione a cui è ancorata. Urti ripetuti contro barriere rigide di acciaio possono causare:

  • Allungamento o fuoriuscita dagli ancoraggi
  • Sfaldamento o crepe attorno alle piastre di base
  • Rottura a cono, quando gli ancoraggi strappano un'ampia porzione di calcestruzzo durante l'impatto
  • Costose operazioni di nuove forature o riparazioni a toppa

 

I sistemi in polimero esercitano picchi di carico significativamente inferiori sul pavimento. La protezione della pavimentazione è inoltre prevista dai codici di buona pratica riconosciuti per i test sulle barriere e sulle protezioni antiurto. Gli ancoraggi funzionano come pivot anziché come fermo rigido, contribuendo a mantenere intatto il calcestruzzo circostante.

In un arco di cinque anni, evitare le riparazioni del pavimento può tradursi in risparmi rilevanti. Se si considerano anche i costi indiretti, come la chiusura delle corsie o l’interruzione della produzione durante le riparazioni, la spesa complessiva cresce rapidamente.

Costi di manutenzione e riparazione delle barriere antiurto

Nel nostro studio sulle protezioni in polimero dei terminali dei rack in un magazzino ad alto traffico, 20 sezioni sono state colpite 61 volte in 127 giorni. Sebbene molti impatti fossero lievi, cinque sono stati abbastanza gravi da richiedere probabilmente la sostituzione di una barriera in acciaio. Se si applica questa frequenza ad un impianto di 100 metri, il dato equivale a circa 30 impatti gravi all’anno, mentre le barriere in polimero continuavano a funzionare come previsto.

Le barriere in acciaio spesso subiscono danni tali da renderle inutilizzabili anche dopo un singolo impatto moderato. Le riparazioni sono generalmente più complesse e richiedono più tempo, e lo smontaggio dell’acciaio deformato comporta rischi per la sicurezza durante la manutenzione. In confronto, le protezioni antiurto in polimero sono progettate per resistere a ripetuti impatti nel tempo e consentono la sostituzione rapida e sicura dei componenti danneggiati.

I sistemi modulari in polimero permettono una sostituzione dei componenti più veloce e sicura. Anche le barriere in acciaio richiedono manutenzione regolare, che include:

  • Controllo della coppia di serraggio ogni 6–12 mesi
  • Ritocchi della vernice o riverniciatura ogni 2–3 anni

Danni ai veicoli

Quando una barriera rigida in acciaio ferma bruscamente un carrello elevatore da tre tonnellate, è comune che si verifichino danni a forche, ruote, sterzo o impianto idraulico. Le riparazioni sono costose e i tempi di fermo aumentano ulteriormente l’impatto sull’operatività.

Assorbendo l’energia dell’impatto, le barriere in polimero riducono le forze di rimbalzo e contribuiscono a prevenire danni secondari ai veicoli. Nel tempo, la minore usura e la riduzione degli incidenti portano a costi di manutenzione inferiori e a meno interruzioni operative.

Passaggio pedonale protetto da barriere di sicurezza in polimero in un impianto industriale

Tempi di fermo operativo ed interruzioni

Ogni ora in cui un corridoio è chiuso o una linea di produzione è fermata per la riparazione di una barriera rappresenta un periodo in cui le operazioni rallentano o si interrompono. Il costo raramente si limita alla barriera stessa.

Gli impatti gravi sulle barriere in acciaio spesso richiedono isolamento dell’area, ispezioni e riparazioni del calcestruzzo. Anche interventi di breve durata possono rendere un’area inutilizzabile, mentre le riparazioni del calcestruzzo possono richiedere giorni. Queste interruzioni possono rapidamente superare il costo iniziale del sistema di barriere.

Le protezioni antiurto in polimero si deformano e recuperano la forma originale, richiedendo spesso solo un’ispezione visiva o la sostituzione di componenti minori. In molti casi, l’area può tornare operativa nel giro di pochi minuti.

Conclusioni principali emerse dal confronto

La vera scelta non riguarda il materiale, ma il come ciascun sistema gestisce l'energia dell'impatto. Se le barriere in acciaio infatti la trasferiscono al pavimento ed al veicolo coinvolto, le barriere in polimero la assorbono e la controllano.

Le barriere rigide in acciaio hanno fatto parte dell’industria per decenni, ma in ambienti ad alto traffico i loro costi nascosti sono considerevoli. Riparazioni del pavimento, danni ai veicoli, riverniciature e tempi di fermo si accumulano, anche prima di considerare eventuali infortuni personali.

Le moderne barriere in polimero ripagano rapidamente l'investimento, spesso entro i primi 18-24 mesi, e continuano a generare risparmio anno dopo anno.

Le barriere in acciaio definiscono lo spazio.

Le barriere in polimero proteggono la produttività.

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